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AUTORECENSIONI/ Omosessualità, eguaglianza, diritti. Desiderio e riconoscimento

getImage.phpContinua su ARTICOLO29 la presentazione delle iniziative editoriali in materia di orientamento sessuale ed identità di genere. Fra i numerosissimi volumi usciti in Italia negli ultimi tempi, il libro curato da Angelo Schillaci si distingue certamente grazie ai molti temi affrontati ed alla profondità dell’analisi giuridica.

di Angelo Schillaci*

Il volume nasce da una esperienza di collaborazione maturata per più di un anno all’interno di un gruppo di giovani giuristi (docenti, ricercatori e avvocati), e propone una disamina delle principali questioni legate alla protezione delle persone omosessuali e della loro vita familiare, riorganizzando – per tematiche trasversali – il materiale proveniente dall’esperienza giuridica interna, internazionale e comparata, affrontando la questione omosessuale nell’ottica dell’intreccio tra dignità, libertà, e riconoscimento.
Il volume è diviso in tre sezioni. La prima affronta le principali questioni legate alla protezione delle persone omosessuali, con riferimento, in particolare, alla protezione costituzionale dell’identità sessuale (Cap. I. A. Ratti), al riconoscimento dello status di rifugiato in ragione dell’orientamento sessuale (Cap. II, A. Ciervo), alla repressione penale dell’omofobia (Cap. III, A. Cerrone) e alla protezione dei dati personali relativi all’orientamento sessuale (Cap. IV, J. L. Jiménez Ruiz). La seconda sezione affronta, più specificamente, i problemi legati al riconoscimento e alla protezione delle famiglie “arcobaleno”, con particolare riguardo – oltre che al rapporto tra modelli di famiglia, orientamento sessuale ed esperienza costituzionale (Cap. V, F. Angelini) – alle questioni che investono la protezione dei minori (Cap. VIII, G. Repetto), la non discriminazione (Cap. VII, D. Sardo). Attenzione specifica è stata dedicata al tema del riconoscimento delle unioni tra omosessuali contratte all’estero (Cap. VI, M. C. Vitucci) nonché alle famiglie composte da un coniuge transessuale, con riferimento alla questione del divorzio automatico (o “imposto”) in caso di rettificazione di sesso di uno dei coniugi (Cap. IX, F. Saitto).
Nella terza sezione, intitolata “Argomenti”, viene affrontato il tema del rapporto tra omosessualità e matrimonio (Cap. X, A. Schillaci) e sono analizzate le tecniche argomentative utilizzate dalle Corti nella giurisprudenza relativa al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso (Cap. XI, R. Ibrido). Un capitolo conclusivo si occupa, infine, della dialettica tra opinioni maggioritarie e dissenzienti nella giurisprudenza in tema di diritti degli omosessuali e delle loro famiglie, mettendo in luce le molteplici interazioni, sul piano argomentativo, tra processo politico e tutela giurisdizionale dei diritti.
L’analisi, particolarmente sensibile al rilievo giuridico della concreta esperienza di vita dei soggetti coinvolti – ivi compresi i minori – non ha rinunciato al necessario approfondimento delle implicazioni teoriche delle questioni trattate, con particolare riferimento alla loro incidenza sulla tenuta del progetto costituzionale di promozione sociale della persona umana, nella convinzione che sia ormai maturo il tempo per includere – nell’immagine costituzionalmente rilevante della persona – anche la dimensione di vita rappresentata dall’orientamento sessuale. Come ben sottolineato nella Presentazione di P. Ridola, l’intreccio tra dignità personale, percorsi di autodeterminazione e partecipazione alla costruzione del processo di integrazione della comunità politica – tra desiderio e riconoscimento, per riprendere il sottotitolo del volume – è stato un referente centrale dell’analisi, che ha tentato di mostrare il più possibile che il rapporto tra l’ordinamento giuridico, l’identità sessuale e la sua espressione familiare e sociale rappresenta una questione autenticamente costituzionale, legata all’inclusione delle minoranze e dunque alla piena legittimazione dell’ordinamento e all’effettività del processo di integrazione della comunità politica.
L’orizzonte in cui si è mossa la ricerca, tuttavia, non è solo quello costituzionale. I processi di integrazione della comunità politica passano ormai infatti attraverso una pluralità di ordinamenti, una “costellazione ermeneutica”, nella quale la Costituzione nazionale è solo uno dei centri da cui si irradiano contenuti e principi che ispirano le risposte alle molteplici domande di giustizia che percorrono lo spazio pubblico. Particolare attenzione è stata dedicata, pertanto, agli orientamenti della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di giustizia dell’Unione europea, con riferimento specifico alla protezione della vita familiare omosessuale, ivi compresa la posizione dei minori coinvolti, e alla non discriminazione, specie sul posto di lavoro.
Allo stesso tempo, il volume presenta uno spiccato taglio comparatistico. Tuttavia, a differenza del più diffuso approccio al tema, non ci si è limitati a giustapporre le risultanze di esperienze giuridiche diverse dalla nostra, ma si è tentato di affrontare, anche attraverso la comparazione, il trattamento giuridico di concrete istanze di giustizia. Comparazione per esperienze e comparazione per problemi si sono pertanto intrecciate, nel tentativo di mostrare con profondità prospettica le implicazioni costituzionali dell’assenza di riconoscimento di tutta una serie di situazioni di vita, attraverso cui si esprimono, al tempo stesso, la dignità personale e la sua proiezione sociale. Nell’ottica specifica di questo volume, in altre parole, il gesto metodologico comparativo si pone, essenzialmente, quale elemento di apertura all’esperienza. In altri termini, la comparazione rappresenta un’occasione per percorrere più in profondità gli itinerari del riconoscimento: infatti, allargare lo sguardo verso altre esperienze giuridiche aiuta ad illuminare, su molteplici livelli, la coscienza di sé attraverso il confronto con l’altro e soprattutto conduce, nel nostro caso, ad una revisione critica del livello di integrazione raggiunto dall’ordinamento italiano con riferimento al tema dei diritti degli omosessuali.
Tuttavia, anche al di là delle aperture di orizzonti metodologici e del carattere interdisciplinare – o anzi forse proprio grazie ad essi – il volume affronta la questione omosessuale come questione di dignità, libertà, e riconoscimento e dunque come una questione essenzialmente costituzionale. Alla base resta, infatti, il problema dell’immagine della persona umana riflessa dall’ordinamento e dalla Costituzione, con il suo rilievo centrale nell’articolazione dei processi di integrazione della comunità politica. Tra le molte sfide che il costituzionalismo contemporaneo si trova ad affrontare vi è, allora, quella di delineare percorsi di inclusione dell’orientamento sessuale nell’immagine della persona umana costituzionalmente rilevante e, dunque, di piena integrazione sociale e politica delle persone omosessuali. Un’inclusione – va da sé – che non può prescindere dal riconoscimento e dalla protezione degli spazi di esperienza attraverso i quali l’orientamento sessuale si esprime, a garanzia del libero svolgimento della personalità: dunque, in primo luogo ed in forme adeguate e non discriminatorie, lo spazio della vita familiare.

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Omosessualità, eguaglianza, diritti. Desiderio e riconoscimento”, a cura di Angelo Schillaci, Roma, Carocci, 2014.

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* Assegnista di ricerca in diritto pubblico comparato, “Sapienza” Università di Roma

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