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La Corte Suprema degli Stati Uniti deciderà sul matrimonio fra persone dello stesso sesso

imageLa Corte Suprema degli Stati Uniti annuncia la decisione definitiva sul matrimonio fra persone dello stesso sesso: la discussione inizierà a fine aprile e la sentenza é attesa entro giugno.
Oggi 36 Stati su 50 ammettono il matrimonio e il 70% dei cittadini americani vivono già su territori che non consentono discriminazione matrimoniale. La Corte deciderà se il matrimonio é un diritto fondamentale aperto anche alle coppie dello stesso sesso, con una risoluzione che potrebbe vincolare gli ultimi 14 Stati residui.
La Corte ha impresso una improvvisa accelerazione nel 2013, quando ebbe a dichiarare l’illegittimità del D.O.M.A., la legge federale che negava rilevanza federale ai matrimoni same sex. La decisione era fondata soprattutto sull’esigenza di garantire l’autonomia dei singoli Stati, ma nella sentenza i giudici richiamavano anche il valore delle unioni omosessuali e ammettevano gli effetti negativi conseguenti al mancato riconoscimento del matrimonio. Queste affermazioni hanno avuto un’enorme influenza e da allora in decine di decisioni i giudici americani, valorizzando tali asserzioni, hanno dichiarato l’illegittimità del divieto di matrimonio.
Nell’ottobre del 2014 la Corte suprema aveva negato un proprio intervento, sull’assunto della carenza di un disaccordo fra le corti, posto che tutte sancivano l’illegittimità del divieto di matrimonio. Dopo tale ultimo provvedimento, da ottobre ad oggi si sono moltiplicate le decisioni, sino a portare a 36 gli Stati che ammettono il matrimonio. Adesso la Suprema Corte ha deciso di arrivare ad una sentenza definitiva e l’esito é assolutamente incerto.
La nuova determinazione della Corte di addivenire ad una decisione segue alla sentenza della Corte d’appello del sesto circuito, con sede a Cincinnati, che in novembre ha ritenuto legittimo mantenere il divieto di matrimonio, con una decisione rilevante per gli Stati del Kentucky, Michigan, Ohio e Tennessee. Per conseguenza, si è determinata quella discrepanza fra gli indirizzi delle corti, che è assunta dalla Corte Suprema americana come uno dei criteri per assumere un caso.
Su un punto tutti i commentatori concordano: sarà in ogni caso la più attesa ed importante decisione in materia di diritti civili nella storia americana degli ultimi decenni.