Unione civile/la giurisprudenza

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costituzione dell’unione civile

Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, sezione di Brescia, sentenza del 29 dicembre 2016, UNIONE CIVILE – COSTITUZIONE – PROVVEDIMENTO DELL’ENTE COMUNALE – TRATTAMENTO DIFFERENZIATO RISPETTO AL MATRIMONIO (PRESCRIZIONE DELL’UTILIZZO DI UNA STANZA, ADIACENTE ALL’UFFICIO ANAGRAFE, DIVERSA DALLA SALA DI RAPPRESENTANZA DEL MUNICIPIO RISERVATA ALLA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI) – CLAUSOLA GENERALE DI EQUIVALENZA FRA UNIONE CIVILE E MATRIMONIO DI CUI ALL’ART. 1, COMMA 20, LEGGE N. 76 DEL 2016 – VIOLAZIONE – DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI CIVILI – APPLICAZIONE DIRETTA ALL’UNIONE CIVILE

RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 1, comma 20, L. n. 76/2016

Commenti:

GATTUSO Tar Lombardia: perché le celebrazioni delle unioni civili e dei matrimoni debbono essere uguali in ARTICOLO29, 2017

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Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, sezione prima, ordinanza del 7 dicembre 2016, UNIONE CIVILE – COSTITUZIONE – PROVVEDIMENTO DELL’ENTE COMUNALE – TRATTAMENTO DIFFERENZIATO RISPETTO AL MATRIMONIO (IN ORDINE A GIORNI E LUOGHI DEDICATI ALLE CELEBRAZIONI) – MANCATA DEDUZIONE DI ELEMENTI A GIUSTIFICAZIONE – FUMUS DI UN INTENTO DISCRIMINATORIO – SUSSISTENZA – SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA CON PROVVEDIMENTO CAUTELARE D’URGENZA

RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 1, comma 20, L. n. 76/2016

Commenti:

GATTUSO Unioni civili. Il TAR sospende l’ordinanza discriminatoria del sindaco di Padova: sì a stessi tempi, luoghi e tariffe del matrimonio in ARTICOLO29, 2017

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scioglimento dell’unione civile

 

Tribunale di Pordenone, ordinanza presidenziale del 13 marzo 2019 (est. G. Appierto) UNIONE CIVILE – SCIOGLIMENTO – ASSEGNO DIVORZILE – DIRITTO DEL COMPONENTE DEBOLE DELLA COPPIA – SUSSISTENZA – DETERMINAZIONE DELL’ASSEGNO – PERIODO DI CONVIVENZA PRECEDENTE ALLA EMANAZIONE DELLA LEGGE N. 76/2016 – RILEVANZA

Ai fini della determinazione dell’assegno divorzile in favore del componente debole della coppia unita civilmente è necessario valutare anche il periodo di convivenza precedente alla emanazione della legge n. 76/2016 posto che nella specie la relazione si esplicava già allora con modalità assolutamente identica e che l’unico ostacolo alla celebrazione dell’Unione conseguiva a una omissione del legislatore

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Tribunale di Novara, sentenza del 5 luglio 2018 (pres. F. Lamanna; est. F. Iaquinta) UNIONE CIVILE – – SCIOGLIMENTO – DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ AVANTI ALL’UFFICIALE DI STATO CIVILE RESA DA UNA SOLA DELLE PARTI –  CONDIZIONE DI PROCEDIBILITÀ – INSUSSISTENZA – DICHIARAZIONE DELLA PROPRIA VOLONTÀ DI SCIOGLIERE IL VINCOLO NELLA FASE PRESIDENZIALE – DECORSO DI UN LASSO DI TEMPO PARI O SUPERIORE A TRE MESI – SUFFICIENZA

La dichiarazione di volontà di una sola delle parti dell’unione civile all’ufficiale di stato civile del comune dove l’unione si è costituita e la sua comunicazione all’altra parte mediante lettera raccomandata non configurano condizione di procedibilità ove la dichiarazione della propria volontà di sciogliere il vincolo sia stata ribadita nella fase presidenziale e sia decorso di un lasso di tempo pari o superiore a tre mesi dalla notifica del ricorso.

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cognome comune

 

Corte costituzionale, sentenza 9 ottobre 2018 n. 212 (pres. G. Lattanzi; est. G. Amato)  UNIONE CIVILE – VALENZA ANAGRAFICA DEL COGNOME COMUNE PREVISTA DALL’ART. 3, LETTERA C), NUMERO 2), DEL D.LGS. N. 5 DEL 2017 ECCESSO DI DELEGA – INFONDATEZZA – CANCELLAZIONE PREVISTA DALL’ART. 8, DECRETO ATTUATIVO N. 5 DEL 19 GENNAIO 2017 – DIRITTO AL MANTENIMENTO DEL COGNOME ACQUISITO E ALLA IDENTITÀ PERSONALE – VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 2, 3, 22, 117, PRIMO COMMA COST. – INFONDATEZZA

RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 1, comma 10, L. n. 76/2016; artt. 3, lettera c), n. 2) e art. 8, d.lgs. n. 5 del 19 gennaio 2017

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale della disposizione che prevede che le schede anagrafiche restano intestate al cognome posseduto prima dell’unione civile (art. 3, lett. c, n. 2, d.lgs. 5/2017) e della disposizione che impone all’ufficiale dello stato civile di annullare l’annotazione relativa alla scelta del cognome comune (art. 8, d.lgs. 5/2017).

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Tribunale di Gela, ordinanza del 3 novembre 2017 (pres. est. F. Strazzanti) UNIONE CIVILE – ANNOTAZIONE ANAGRAFICA DEL COGNOME COMUNE (ANCHE NEI CONFRONTI DI PROLE NATA DOPO LA CELEBRAZIONE DELL’UNIONE) – CANCELLAZIONE PREVISTA DALL’ART. 8, DECRETO ATTUATIVO N. 5 DEL 19 GENNAIO 2017 – DIRITTO AL COGNOME E ALLA IDENTITÀ PERSONALE – PREVISIONE DA FONTI DI DIRITTO EUROPEO INTEGRATE DALLA CEDU – DISAPPLICAZIONE DELLA NORMA INTERNA – INIBITORIA CON PROVVEDIMENTO CAUTELARE D’URGENZA EX ART. 700 C.P.C
RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 1, comma 10, L. n. 76/2016; artt. 3, comma 1, lettera c), n. 2) e art. 8, d.lgs. n. 5 del 19 gennaio 2017

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Tribunale di Ravenna, sezione civile volontaria giurisdizione, ordinanza del 22 novembre 2017 (pres. R. Sereni Lucarelli; est. A. Allegra)  UNIONE CIVILE – ANNOTAZIONE ANAGRAFICA DEL COGNOME COMUNE  – CANCELLAZIONE PREVISTA DALL’ART. 8, DECRETO ATTUATIVO N. 5 DEL 19 GENNAIO 2017 – DIRITTO AL MANTENIMENTO DEL COGNOME ACQUISITO E ALLA IDENTITÀ PERSONALE – VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 2, 3, 22, 117, PRIMO COMMA COST. – NON MANIFESTA INFONDATEZZA

RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 1, comma 10, L. n. 76/2016; artt. 3, comma 1, lettera c), n. 2) e art. 8, d.lgs. n. 5 del 19 gennaio 2017

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Tribunale di Lecco, prima sezione civile, ordinanza del 2 aprile 2017 UNIONE CIVILE – ANNOTAZIONE ANAGRAFICA DEL COGNOME COMUNE (ANCHE NEI CONFRONTI DI PROLE NATA DOPO LA CELEBRAZIONE DELL’UNIONE) – CANCELLAZIONE PREVISTA DALL’ART. 8, DECRETO ATTUATIVO N. 5 DEL 19 GENNAIO 2017 – DIRITTO AL COGNOME E ALLA IDENTITÀ PERSONALE – PREVISIONE DA FONTI DI DIRITTO EUROPEO – DISAPPLICAZIONE DELLA NORMA INTERNA – INIBITORIA CON PROVVEDIMENTO CAUTELARE D’URGENZA EX ART. 700 C.P.C

RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 1, comma 10, L. n. 76/2016; artt. 3, comma 1, lettera c), n. 2) e art. 8, d.lgs. n. 5 del 19 gennaio 2017

Commenti:

GATTUSO Il brutto pasticcio sul cognome dell’unione civile in ARTICOLO29, 2017

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diritto internazionale privato

Corte di cassazione, prima sezione civile, sentenza del 14 maggio 2018 n. 11696 (pres. Tirelli; est. Acierno) MATRIMONIO FRA PERSONE DELLO STESSO SESSO CONTRATTO ALL’ESTERO DA CITTADINO ITALIANO E DA CITTADINO STRANIERO – TRASCRIZIONE QUALE UNIONE CIVILE

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto all’estero, di cui uno sia cittadino italiano e l’altro cittadino straniero va trascritto come unione civile, in adesione al modello legislativo applicabile al nostro ordinamento; l’art. 32 bis della legge 218/1995 non trova invece applicazione diretta nell’ipotesi in cui venga richiesto il riconoscimento di un’unione coniugale contratta all’estero da due cittadini stranieri, sicché in tal caso il matrimonio va trascritto come tale fra gli atti di matrimonio.

COMMENTI:

MIRI, Matrimonio same-sex celebrato all’estero e “downgrading” in unione civile: una prima lettura di Cass. 14 maggio 2018, n. 11696, in Diritticomparati, 2018

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principi applicabili in epoca antecedente alla legge n. 76/2016

Corte d’Appello di Milano, sezione lavoro, sentenza 26 luglio 2018 n. 1055 (pres. est. C. Bianchini) PENSIONE DI REVERSIBILITÀ – LIMITAZIONE AL SOLO CONIUGE – CONVIVENTE MORE UXORIO DELLO STESSO SESSO – DECESSO IN EPOCA ANTECEDENTE ALLA LEGGE ISTITUTIVA DELL’UNIONE CIVILE – FORMAZIONE SOCIALE TUTELATA DALL’ART. 2 COST. – GIUDIZIO DI OMOGENEITÀ CON LE COPPIE CONIUGATE – DIRITTO ALLA TUTELA DI DIRITTI FONDAMENTALI IN SPECIFICHE SITUAZIONI – RICONOSCIMENTO ANCHE DA PARTE DEL GIUDICE COMUNE

Il convivente dello stesso sesso superstite ha diritto alla pensione di reversibilità in caso di decesso del convivente prima dell’entrata in vigore della legge istitutiva dell’Unione civile fra persone dello stesso sesso. Il diritto alla pensione di reversibilità costituisce invero diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione e sussiste in capo al giudice ordinario, come affermato dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione, il dovere di assicurare alla stabile coppia dello stesso sesso, un trattamento omogeneo alla coppia coniugata. Tale trattamento è necessariamente difforme da quello assicurato alla convivenza eterosessuale, trattandosi di situazioni differenti stante la preclusione all’accesso al matrimonio.

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