Il sì dell’Irlanda al matrimonio

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A cinque anni dall’introduzione delle Unioni civili, l’Irlanda vota per l’abrogazione della discriminazione matrimoniale delle coppie dello stesso sesso

di Denis Amram

Con Referendum del 22 maggio 2015 l’Irlanda ha approvato il Thirty-fourth Amendment of the Constitution (Marriage Equality) Bill 2015 n. 5 con cui gli irlandesi sono stati chiamati ad esprimersi sull’introduzione di un modello matrimoniale “gender neutral”.
Con una ampia maggioranza di voti favorevoli, il nuovo articolo 41, sub. 4 della Costituzione irlandese recita dunque “Marriage may be contracted in accordance with law by two persons without distinction as to their sex”.
L’Irlanda diventa così il primo paese al mondo ad aver esteso il matrimonio alle coppie dello stesso sesso attraverso un referendum.
In realtà, la consultazione popolare è parte di un iter di revisione della Costituzione più complesso. Infatti, ai sensi dell’articolo 46 Cost. la proposta di modifica di una norma costituzionale (Amendment of the Constitution Bill) deve essere prima approvata da entrambe le camere (Seanad e Dáil) e poi sottoposta a referendum. La stessa passa (o meno) con la maggioranza semplice dei voti espressi: nessun quorum partecipativo è richiesto. Infine, la nuova norma entra in vigore con la promulgazione del Presidente della Repubblica, il quale esegue un controllo formale sulla procedura legislativa, senza entrare nel merito delle modifiche costituzionali.
Dal 1937 sono stati presentati 35 Amendments of the Constitution e in ben 11 casi il popolo irlandese si è opposto all’approvazione delle proposte di revisione costituzionale. In particolare, in materia di diritto della famiglia, l’avallo popolare è mancato nel 1986 sulla proposta di rimuovere il divieto di divorzio, il cui esito è stato, tuttavia, ribaltato nel 1996. Aborto e adesione ai trattati internazionali e dell’Unione Europea sono i temi che hanno più volte sollecitato proposte di modifiche costituzionali, chiamando alle urne il popolo irlandese.

L’era delle grandi riforme irlandesi in materia di diritto della famiglia

Il risultato referendario deve essere letto alla luce di una evoluzione sociale che ha attraversato l’Irlanda negli ultimi anni e che si è riflessa in una significativa attività legislativa che ha rivoluzionato il diritto della famiglia irlandese.
In primo luogo, le unioni omosessuali e alcuni diritti per le coppie di fatto sono stati oggetto di regolamentazione nel Civil Partnership and Certain Rights and Obligations of Cohabitants Act 2010 che ha esteso il riconoscimento di modelli familiari ulteriori a quello tradizionale.
Nel 2012 il Thirty-first Amendment of the Constitution (Children) Act (anch’esso approvato a seguito di referendum) ha introdotto una protezione costituzionale ai diritti dei fanciulli. Oltre a richiamare il principio del c.d. best interest of the child, il nuovo articolo 42A Cost. ha stabilito le condizioni di intervento dello Stato nei casi di abbandono del minore, rimuovendo in particolare la disparità di trattamento che sussisteva tra figli naturali e quelli nati in costanza di matrimonio ai fini della applicazione della legge sull’adozione.
Con legge del 6 Aprile 2015, n.14 è stato approvato il Children and Family Relatioships Act, che ha compiuto una riforma epocale volta a perseguire l’interesse superiore del fanciullo in ogni modello familiare, riconoscendo quei rapporti di fatto che, pur caratterizzando la quotidianità della vita del minore, risultavano irrilevanti per l’ordinamento giuridico. Ad esempio, la nuova legge garantisce l’accesso alla c.d. step-partent adoption al coniuge, partner registrato, o partner stabile del genitore biologico. Inoltre la stessa disciplina le condizioni per la regolamentazione dei diritti di visita, dell’affidamento e, più in generale, delle responsabilità genitoriali a prescindere dal modello familiare in cui il minore è nato o cresciuto. In altre parole, l’intero quadro normativo costituisce una bussola orientativa per la determinazione dell’interesse superiore del fanciullo nelle diverse compagini familiari.
Con il voto di oggi, il cielo d’Irlanda si tinge dei colori dell’arcobaleno, diventando l’undicesimo Stato dell’Unione Europea a riconoscere parità di diritti nelle relazioni affettive.
Da domani, il dibattito sui diritti LGBTI si concentrerà sugli emendamenti presentati al Gender Recognition Bill attualmente in discussione alla camera dei deputati, dopo essere stato approvato in prima lettura in senato.