Il Presidente del Senato rigetta la prima richiesta di voto a scrutinio segreto

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Logo_del_Senato_della_Repubblica_Italiana.svgIl Presidente del Senato rigetta la richiesta del sen. Quagliarello di voto a scrutinio segreto sul passaggio all’esame degli articoli (che avrebbe bloccato di fatto la legge: nel pomeriggio il voto a scrutinio palese ha respinto la proposta con 195 voti a contrari, 101 favorevoli ed un astenuto)
Quagliarello: “Presidente, non è stato un buon inizio”

Secondo il Presidente del Senato, Pietro Grasso, il voto a scrutinio segreto non può essere concesso “soprattutto per il fatto che la disciplina delle formazioni sociali, dove si svolge la personalità dell’individuo – e tra queste rientrano senz’altro le famiglie non fondate sul matrimonio – trova il proprio fondamento costituzionale nell’articolo 2, che non è ricompreso tra le disposizioni tassative per le quali il voto segreto può essere concesso”
Il Presidente, dunque, osserva come il Parlamento non stia votando sul matrimonio ex art. 29 Cost. (norma in relazione alla quale, secondo il Regolamento del Senato, sarebbe possibile il voto segreto) ma su un istituto diverso.
Questa motivazione appare ineccepibile, in quanto appare evidente che si sta introducendo un nuovo istituto diverso dal matrimonio che nulla toglie al matrimonio e che in nulla scalfisce le regole applicabili alle coppie coniugate.
E’ una motivazione che si segnala per la particolare rilevanza per il proseguo dell’iter, poiché dovrebbe valere per la gran parte delle successive richieste di voto segreto.